GRUPPO VOLONTARI
DEL SOCCORSO AFTVS
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Lo Statuto

ASSOCIAZIONE

STATUTO
ASSOCIAZIONE FAMIGLIE TRENTINE
PER IL VOLONTARIATO E LA SOLIDARIETA’



Art. 1. Denominazione

È costituita l’Associazione di volontariato denominata
“ASSOCIAZIONE  FAMIGLIE TRENTINE PER IL VOLONTARIATO E LA SOLIDARIETA’ “
più brevemente “AFTVS”


Art. 2. Sede

L’Associazione ha sede in Provincia di Trento, nel Comune di Trento in via Giuseppe Grazioli 91; opera nel territorio del Comune di Trento, essa intende operare anche nel territorio della provincia di Trento nonché sull’intero territorio nazionale Italiano.


Art. 3. Durata

La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato.

 

Art. 4. Oggetto

L’ Associazione di volontariato “Famiglie Trentine per il volontariato e la solidarietà”  è disciplinata dal presente statuto ed agisce nei limiti dei principi generali dell’ordinamento giuridico della legge 11 agosto 1991 n. 266, nonché delle altre leggi statali e provinciali.
L’Associazione non ha fini di lucro ed opera esclusivamente per fini di solidarietà.
L’Associazione ha per scopo l’elaborazione, la promozione e la realizzazione di progetti di solidarietà sociale.
Le specifiche finalità dell’Associazione di volontariato sono:
a) l’attuazione di iniziative rivolte alle varie necessità della famiglia e dei suoi componenti sofferenti o in stato di necessità con particolare riguardo ai minori affetti da gravi patologie;
b) soccorso e trasporto sanitario di persone in stato di sofferenza fisica;
c) promozione di iniziative di informazione e formazione sanitaria e di prevenzione della salute nei suoi vari aspetti sanitari e sociali, in ambito scolastico, con particolare riguardo alla prevenzione delle devianze giovanili;
d) di progettare la formazione culturale e professionale dei giovani avvicinandoli al mondo del volontariato con l’obiettivo di prevenire eventuali condizioni di disagio;
e) di incrementare la diffusione dei valori sociali ed etici del volontariato solidale;
f) di sviluppare progetti per lo sport ed il turismo a carattere solidaristico mediante l’organizzazione di soggiorni socio educativi attraverso il coinvolgimento del volontariato giovanile;
g) interventi di protezione civile.
Al fine di svolgere le proprie attività l’Associazione si avvale in modo esclusivo delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. L’associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni.
L’associazione potrà quindi svolgere attività di sostegno diretto a famiglie versanti in condizioni di disagio economico e sociale, mediante raccolte pubbliche di fondi, campagne di sensibilizzazione, progetti e programmi di contrasto al disagio familiare e giovanile.


Art. 5. Soci

L’associazione si compone di un numero illimitato di soci, di due categorie:
- ordinari, che aderiscono all’associazione versando la quota associativa annuale il cui    importo viene determinato dal Consiglio direttivo;
- operativi, che aderiscono all’associazione prestando una attività gratuita e volontaria secondo le modalità stabilite dal Consiglio direttivo oltre al versamento della quota associativa annuale.
Possono aderire tutte le persone che, mosse da spirito di solidarietà, ne condividano le finalità. Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati agli stessi doveri. Possono chiedere di essere ammessi come soci le persone fisiche mediante inoltro di domanda scritta indirizzata al Consiglio direttivo. In caso di diniego, motivato, l’interessato potrà proporre appello all’ Assemblea.


Art. 6. Diritti e doveri di soci

Gli associati sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive e le deliberazioni emanate dagli organi dell’associazione. Le prestazioni fornite dagli aderenti sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite nemmeno dal beneficiario. Agli aderenti possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate, secondo opportuni parametri validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio direttivo e approvati dall’Assemblea. Le attività degli aderenti sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’Associazione.


Art. 7. Recesso del socio

La qualità di socio può venir meno per espulsione, per recesso volontario e per decadenza.
Nel primo caso il Consiglio direttivo delibera l’espulsione, previa contestazione degli addebiti e sentito il socio interessato, per atti compiuti in contrasto a quanto previsto dal presente statuto o qualora siano intervenuti gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo. Contro il provvedimento di espulsione, l’associato può proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.
Nel secondo caso ogni socio può recedere dall’associazione in qualsiasi momento dandone comunicazione scritta al Presidente; tale recesso avrà decorrenza immediata.
Nel terzo caso la decadenza avviene su decisione del Consiglio direttivo trascorsi sei mesi dal mancato versamento della quota sociale annuale.
Resta fermo l’obbligo per il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.
Gli associati che abbiano comunque cessato di appartenere all’associazione non possono ripetere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’associazione stessa.


Art. 8. Risorse economiche

Le risorse economiche per il conseguimento degli scopi ai quali l’associazione è rivolta e per sopperire alle spese di funzionamento dell’associazione saranno costituite:
a) dalle quote sociali annue stabilite dal Consiglio direttivo e da eventuali contributi;
b) da entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
c) da contributi dello Stato, di Enti, di Istituzioni pubbliche finalizzate esclusivamente  al sostegno di specifiche e documentate attività;
d) da contributi di organismi internazionali;
e) da donazioni e lasciti testamentari;
f) da rimborsi derivanti da convenzioni.
Gli eventuali utili o avanzi di gestione non possono in nessun caso essere divisi tra gli associati , neanche in forme indirette, ma devono essere reinvestiti a favore delle attività istituzionali statutariamente previste.


Art. 9. Organi dell’associazione

Sono organi dell’associazione:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio direttivo;
Le cariche sociali sono elettive e sono svolte a titolo gratuito.
 

Art. 10. Assemblea dei soci

L’assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni prese in conformità alla legge ed al presente statuto obbligano tutti gli associati.
L’assemblea è il massimo organo deliberante.
In particolare l’assemblea ha il compito:
a) di esaminare i problemi di ordine generale e di fissare le direttive per l’attività dell’associazione nonché di discutere e di deliberare sulle relazioni dell’attività sociale;
b) di nominare i membri del Consiglio direttivo;
c) di ratificare l’entità delle quote sociali annue stabilita dal Consiglio direttivo;
d) di approvare il bilancio consuntivo e quello preventivo;
e) di deliberare sulle modifiche dello statuto dell’associazione e sull’eventuale scioglimento dell’associazione stessa.


Art. 11. Modalità di funzionamento dell’assemblea

L’assemblea è convocata presso la sede sociale o altrove purché nel territorio provinciale almeno una volta all’anno entro il mese di aprile.
Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente dell’associazione, dalla maggioranza del  Consiglio direttivo o da almeno un terzo dei soci.
La convocazione è fatta dal Presidente dell’associazione o da persona dallo stesso a ciò delegata, mediante comunicazione scritta spedita agli associati o consegnata a mano almeno otto giorni prima della data della riunione. Nella convocazione dovranno essere specificati l’ordine del giorno, la data, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia di prima che di eventuale seconda convocazione.
Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci in regola con il versamento della quota sociale. Essi possono farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta. Non sono ammesse più di due deleghe alla stessa persona.
Ogni socio ha diritto ad un voto. Le deliberazioni dell’assemblea in prima convocazione sono prese a maggioranza di voti e con la presenza fisica o per delega di almeno la metà degli associati.
In seconda convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza qualunque sia il numero degli intervenuti. Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per la modificazione del presente statuto o per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati intervenuti sia in prima che in seconda convocazione.
L’assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione o in sua assenza del vicepresidente. Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell’associazione o in caso di suo impedimento da persona nominata dal presidente dell’assemblea.
I verbali dell’assemblea saranno redatti dal segretario firmati dal presidente e dal segretario stesso e trascritti nel Libro delle adunanze e delle delibere dell’Assemblea dei soci.
 

Art. 12. Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è composto da un numero di membri pari a cinque.
Il Consiglio direttivo ha il compito di attuare le direttive generali stabilite dall’assemblea e di promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi sociali.
Al Consiglio direttivo compete inoltre di assumere tutti i provvedimenti necessari per l’amministrazione ordinaria e straordinaria, l’organizzazione e il funzionamento dell’associazione, l’assunzione eventuale di personale dipendente; di predisporre il bilancio dell’associazione, sottoponendolo poi all’approvazione dell’assemblea; di stabilire le quote annuali dovute dai soci.
Il Consiglio direttivo può demandare ad uno o più consiglieri lo svolgimento di determinati incarichi e delegare a gruppi di lavoro lo studio di problemi specifici.
Il Consiglio direttivo nomina tra i suoi membri il presidente dell’associazione, il vicepresidente, il tesoriere e il segretario.
Sarà in facoltà del Consiglio direttivo preparare e stilare un apposito regolamento che, conformandosi alle norme del presente statuto, dovrà regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell’associazione.
Detto regolamento dovrà essere sottoposto per l’approvazione all’assemblea che delibererà con le maggioranze ordinarie.
I membri del Consiglio direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio direttivo provvede a sostituirli, nominando al loro posto il socio o soci che nell’ultima elezione assembleare seguirono nella graduatoria della votazione.
In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina.
Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il presidente deve convocare l’assemblea per nuove elezioni.
Il Consiglio direttivo si raduna su invito scritto del presidente, da inviare almeno cinque giorni prima, ogni qualvolta se ne dimostri l’opportunità oppure quando ne facciano richiesta scritta almeno due membri del Consiglio stesso.
Per la validità della riunione del Consiglio direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei membri dello stesso.
La riunione è presieduta dal presidente dell’associazione o, in caso di sua assenza dal vicepresidente o in assenza di quest’ultimo da altro membro del Consiglio più anziano per partecipazione all’associazione.
Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell’associazione o in casi di sua assenza o impedimento da persona designata da chi presiede la riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti.
Delle deliberazioni stesse sarà redatto verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario e trascritto nel Libro delle adunanze e delle delibere del Consiglio direttivo.


Art. 13. Tesoriere

Al tesoriere spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili e di predisporre il bilancio dell’associazione; tutti gli altri libri vengono tenuti dal segretario.
 

Art. 14. Presidente

Il Presidente, eletto dal Consiglio direttivo, ha la legale rappresentanza dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio; firma gli atti e quanto occorra per l’esplicazione degli affari che vengono deliberati dal Consiglio direttivo.
Il Presidente sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione; cura l’osservanza del presente Statuto, promuovendone la riforma, qualora si renda necessaria.
Il Presidente convoca e presiede le sedute del Consiglio direttivo e dell’Assemblea dei Soci, curando l’esecuzione delle relative deliberazioni ed adottando, nei casi d’urgenza, ogni provvedimento opportuno, che sottoporrà alla ratifica da parte del Consiglio direttivo alla prima riunione.
Spettano al Presidente tutti i poteri che il Consiglio direttivo delibererà di assegnargli.
Nei casi di decesso, dimissioni, decadenza, permanente impedimento del Presidente, ne fa le veci, fino all’elezione del nuovo Presidente, il Vice Presidente.
 

Art. 15. Esercizio sociale

Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e con la chiusura dell’esercizio verrà formato il bilancio che dovrà essere presentato all’assemblea per l’approvazione entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e lasciti ricevuti e le spese per capitoli e voci analitiche. Il bilancio deve rappresentare, con chiarezza e precisione la situazione contabile, professionale, economica e finanziaria dell’Associazione.
 


Art. 16. Scioglimento

In caso di scioglimento il patrimonio dell’associazione non potrà essere diviso tra i soci e su proposta del Consiglio direttivo approvata dall’assemblea, sarà interamente devoluto ad altre associazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore.


Art. 17. Rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia, con particolare riferimento al codice civile, alla legge 11 agosto 1991, n. 266 e alla legislazione regionale sul volontariato, e alle loro eventuali variazioni.




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